Icone del Cinema dagli anni '40 agli anni '60...Saky and Parma Vintage

"Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra"
(Audrey Hepburn)

Quando si parla di #ICONE si pensa subito agli anni '50 dove il dopo guerra ha lasciato alle donne una libertà ed emancipazione che ha caratterizzato la moda e lo stile.

STORIA
Dagli anni 20 agli anni 50 la moda ha subito un cambiamento radicale: nei primi anni le donne erano coperte con gonne lunghe, bustini e scarpe annodate fino al ginocchio, mentre negli anni del dopoguerra l'emancipazione e la voglia di mostrare si sono insinuate nell'abbigliamento con vestiti al ginocchio, scarpe con tacco e scollature profonde e audaci.
Fu questo dettaglio di "trasgressione" a far si che da quegli anni vennero scoperte icone del cinema e donne di una bellezza unica come le Pin Up.

Qui di seguito vediamo le modelle che hanno preso parte alla sfilata icone del cinema: nell'evento di Parma Vintage.


RITA HAYWORTH
Film "Non sei mai stata così bella"
Modella: Elisa Lusuardi 

*Questa è l'epoca delle donne fatali,no stereotipo femminile che voleva opporsi al modello di donna tipico degli anni '50, quella tutta casa e fornelli.
la Femme fatale era bella, emancipata, letale - questo modello di donna fu anche soprannominato "divoratrice di uomini" - e il mondo doveva ammirarla.
Questo fu uno stereotipo su cui la cinematografia Americana di quel periodo si basò ed uno dei volti che meglio interpretò questo carattere fu RitaHayworth in Gilda.
Nel film, Gilda indossa un vestito nero di raso che ben presto divenne iconico tanto da essereriprodotto in larga scala da grandi magazzini di lusso.
L'abito, che viene chiamato #triangolo al contrario, fu realizzato da Giorgio Armani, e successivamente rivisitato da Elsa Schiapparelli l'anno prima ma senza avere successo.
Il successo arrivò proprio quando l'abito fu indossato dalla Hayworth e proiettato sul grande schermo: acquistando quell'abito le donne potevano identificarsi nell'enigmatica Gilda, sentendosi bene con se stesse e probabilmente anche più libere e disinibite.
In questo senso moda e cinema si fusero proponendo sul mercato un capo che ancora oggi è considerato iconico.
Le persone amano vedere i capi prima indossati, resivivi; non basta un manichino per vendere.



LAUREN BACALL
Film "Come sposare un millionario"
Modella: Marta Zubani

*Artista di un'eleganza meravigliosa viene penalizzata dalla sua voce troppo squillant.
Isuoi personaggi più cupi avevano bisogno di una voce più bassa e passionale; le viene così suggerito dai registi con cui lavorò di passare le notti in campagna al freddo in modo che la sua gola avesse un'abbassamento rendondo la voce roca.
Un tratto che poi la resenmconfondibile.
Ha avuto una cariera florida ed ha continuato a recitare fino a poco prima della sua morte mantenedo il suo fascino e il suo stile, elegante e garbato fonte wd'ispirazione per stilisti di tutto il mondo.
  

MARILYN MONROE
Film: "Come sposare un millionario"
Modella: Doina Odovenco

*Diva assoluta quando si parla di lei tutto è leggenda, dalla vita non facile e turbolenta ad incantatrice di uomini con il suo fare svampito.
Norma era il suo nome vero, lei giovane e bionda piaceva alla macchina da presa che amava registrare il suo lato ironico.
Portò l'erotismo nel quotidiano sconfiggendo i tabù dell'epoca; la sua particolarità, e che poi è quella che ancora oggi non è sparito dai volti di ogni donna è il #rossetto, o meglio, tre😉eh si, Marilyn indossava ben tre rossetti che mischiati tra loro davano vita alle sue labbra prorompenti rimanendo un segreto nel tempo.
Quando #Chanel lanciò sul mercato la sua fragranza n'5 non ci furono grandi vendite, solo dopo che  Marilyn alla domanda "Signorina cosa indossa per dormire?" la risposta la sapete già😉
 "Nulla!.... Nuda, con una goccia di Chanel n.5".............il resto è storia.


SOFIA LOREN
Film: Pane, amore e.....
Modella: Sara Berselli

*Scoperta da Vittorio de Sica, il suo vero nome è Sofia Costanza Brigida Villani, in arte Sofia Loren.
Vinse il suo primo oscar nel 1972 definita da giornalista come la peggio vestita.
Si rifarà negli anni come testimonial di Versace  e Valentino ed emblema di marchio italiano.
Uno dei film che la vede come icona sexy fu Pane, amore e..... dove il suo scialle anni '20 spiccò per il ricamo interamente cucito a mano; recentemente è tornata a far parlare di se per il suo vestito fasciato, che in poche possono vantare, firmato Cristian Dior.
Ambasciatrice della moda italiana, icona di stile, simbolo della mediterraneità.
Gli anni dei seni prosperosi fasciati in golf stretti e degli abiti confezzionati in casa.

  
AUDREY HEPBURN
Film: "Colazione da Tiffany"
Modella: Rebecca Barosi

*Nasce in un Belgio #anticonformista, sola e abbandonata si descrive in un'intervista come "un gatto senza nome", ma da li a poco la sua vita cambierà per sempre.
Il film Colazione da Tiffany catapultò Audrey in un mondo stupendo, che fece conoscere questa icona di pura eleganza in tutto il globo.
Nel 1927 Chanel crea un tubino nero che viene messo su Vogue, il boom sarà immediato paraganando questo abito a una "Ford" della moda, ovvero, un prodotto di garanzia, eleganza e di diffusione.
Infatti è proprio il tubino nero, must negli armadi di tutte le donne a far ancora tendenza dopo ben 60 anni.
Ma Audrey rimarrà nella storia anche per altri dettagli come i suoi occhiali, che prima di all'ora erano solo da uomo, il bocchino per fumare sigarette slim e lo chignon.
Come dicevamo pocanzi qui vediamo l'ingresso degli occhiali da sole che fanno capolino negli anni '60 diventando #unisex; l'abito invece fu prodotto e confezzionato da #Givenchy di cui lei si riterrà dipendente.
Per quanto riguarda l'acconciatura, il suo chignon fu di grande successo perchè le donne lo avrebbero potuto riprodurre da casa, sole, senza ricorrere a professionisti del mestiere.



CLAUDIA CARDINALE
Film: 8 1/2
Modella: Lara Bergamasco

*Nata a Tunisi da genitori che però l'hanno sempre cresciuta in modo Italiano.
Partecipa ad un concorso dove viene abusata e incinta torna verso casa a Tunisi decidendo di tenere il bambino.
Le proposero in varie occasioni di fare cinema ma la cosa a lei non interessava, si ricredette poi con l'arrivo del bambino per riuscire a crescerlo, li per lei si aprono le porte dello spettacolo diventando la #Musa di Visconti; partecipa a più di 150 film tra cui Parma, dove la vediamo scendere da una scala con l'asciugamano in testa.
Ha vissuto 1000 vite e tutte con estrema professionalità e raffinatezza.
8 e mezzo vince un'oscar grazie anche a Piero Giraldi che crea questi costumi meravigliosi, risaltando così le doti di lei ma anche portando alla luce il lavoro dei stilisti che fino al '48 neanche venivano menzionati.
Questo film risale al '63 un'epoca dove la moda è di passaggio e dove tutto poi cambierà.

Anche quest'anno si chiude così la nostra esperienza al Parma Vintage, ripromettendoci con un pizzico di vanità di partecipare anche l'anno prossimo😊
Ringraziamo Federica De Masi per l'invito e la fiducia e tutti gli ospiti che hanno arricchito le nostre menti.
Au revoir.


#CasaSaky 


 

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